Riqualificazione energetica degli edifici esistenti: stato di fatto condomini

Riqualificazione energetica degli edifici esistenti: stato di fatto condomini

A parlare di riqualificazione energetica degli edifici esistenti e dello stato di fatto dei condomini italiani è stata Legambiente, che lo scorso 6 dicembre ha presentato un rapporto sull’attività svolta nel 2018 proprio nel settore residenziale.

Il rapporto, frutto della campagna Civico 5.0, da cui abbiamo tratto i dati inseriti nell’articolo, mette in evidenza una situazione allarmante sull’efficienza energetica del patrimonio edilizio residenziale italiano. La maggior parte dei condomini italiani sono freddi d’inverno e troppo caldi d’estate. Il 39% è in classe energetica G (la peggiore) mentre solo il 6% è in classe energetica A: muri, solai, infissi, serramenti hanno una debole tenuta termica e mancano di adeguato isolamento; spesso gli impianti sono datati e poco efficienti. Il 56% delle famiglie non sa la classe energetica di appartenenza della propria abitazione.

Una situazione preoccupante che renderà necessario nei prossimi anni programmare “seri interventi di riqualificazione e di efficientamento energetico al ritmo di 30mila condomini all’anno entro il 2030″, secondo quanto riportato da Legambiente.

I dati sui condomini

Per capire la portata del tema “riqualificazione degli edifici esistenti” riportiamo altri dati tratti dal rapporto di Legambiente:

  • 14 milioni di famiglie, in Italia, vivono in condominio;
  • i condomìni sono 1,2 milioni;
  • 9,4 milioni di persone vivono in condizione di povertà energetica;
  • 20 milioni di cittadini vivono in abitazioni fatiscenti.

E non solo:

0%
Abitazioni in stato mediocre o pessimo in Italia
0%
Condomìni costruiti prima della legge 10/1990 sull′efficienza energetica
0%
Popolazione in abitazioni umide e con muffa
0%
Persone che non possono riscaldare adeguatamente la casa

Il settore residenziale, inoltre, incide per il 24% sul consumo finale totale di energia e l’Italia è al 6 posto su 28 paesi con la più alta percentuale di abitazioni umide.

Ma quali sono le maggiori problematiche che si riscontrano nei condomìni?

Comportamento termico non efficiente

I condomìni monitorati da Legambiente hanno mostrato una serie di problematiche comuni che hanno messo in evidenza come il comportamento termico degli stessi sia inefficiente (sono stati monitorati 22 condomini in 12 Regioni differenti con la partecipazione di 36 famiglie).

Le cause sono state facilmente riscontrate dalle termografie:

  • debole tenuta termica delle superfici opache verticali ed orizzontali (pareti, solai, struttura portante, coperture);
  • debole tenuta termica ed ermetica di infissi, serramenti e cassonetti per gli avvolgibili;
  • ponti termici tra parete/solaio, parete/pilastro, trave/pilastro, coperture.

Ciò genera principalmente due fenomeni: la migrazione del calore verso l’esterno e temperature superficiali disomogenee che si traducono in basso confort ambientale e problemi di umidità, talvolta con generazione di muffe. Risultato: abitazioni poco confortevoli ed alti costi in bolletta (spesa media totale annua per riscaldamento ed energia elettrica di 1450 euro ad abitazione).

Difficoltà di investimento

La riqualificazione degli edifici esistenti è dunque necessaria per aumentare il confort di tutti i cittadini (e chiaramente per alleggerire i costi in bolletta).

Tuttavia effettuare gli investimenti per riqualificare il proprio condominio è molto spesso difficile e legato ad alcune problematiche che Legambiente elenca con chiarezza:

  • presenza ed aumento dei conflitti condominiali;
  • emarginazione e ghettizzazione nelle periferie, in particolare nelle grandi città;
  • scetticismo su investimenti e progetti comuni da parte dei condòmini;
  • tempi decisionali lunghi del condominio e tanta burocrazia;
  • poca cura ed attenzione per le aree comuni;
  • invecchiamento della popolazione e quindi minor propensione all’ammodernamento;
  • ruolo dell’amministratore condominiale non sempre proattivo ed aggiornato;
  • aumento di decreti ingiuntivi per mancanza di liquidità e morosità;
  • aumento degli avvisi di sospensione di elettricità e gas.

Viene ritratta, dunque, una situazione economica e sociale non sempre tra le migliori che rende difficile far passare l’idea che riqualificare il proprio condominio va a beneficio di tutti, considerati anche gli incentivi a disposizione e la possibilità di ricorrere al meccanismo della cessione del credito.

Quali opportunità?

Per tutto il 2019 sarà ancora possibile usufruire dell’Ecobonus condomini, che se abbinato al Sismabonus condomini, consente di ottenere detrazioni fiscali fino all’85% sui lavori effettuati sulle parti comuni. Con il meccanismo della cessione del credito, inoltre, si può cedere la detrazione e pagare solo la parte rimanente non coperta dalle detrazioni.

Tuttavia, la disciplina è abbastanza complicata e conviene rivolgersi ad aziende specializzate in servizi energetici che forniscono soluzioni su misura per ogni condominio.

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Forniamo servizi ad hoc per la riqualificazione dell’involucro, degli impianti e per una migliore gestione dell’energia sulla base dei comportamenti delle persone che abitano nel condominio; ed accettiamo la cessione del credito a fronte di apposita delibera assembleare.

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